Pietro Napoli

 

Brevi Curiosità Storiche

Pietro Napoli, che molti scrivono "Pietronapoli", ha asdunto negli oltre cento anni di stori, valenza di icona - simbolo nel settore musicale, culturale, artistico e commerciale in Italia.

pietronapoli

Pietro Napoli (Livorno 1851-1928)

Pietro (Fortunato, Aristide) Napoli è stato un uomo di alti ideali morali e culturali, che ha dedicato la vita alle attività artistiche e culturali, proponendosi come uno dei primi imprenditori nel campo musicale in Italia.

Nacque a Livorno il 4 luglio 1851 da Francesco, imprenditore del Lotto, (fu Vincenzo) e Rosa Fantozzi (di Fortunato) nell'ultimo periodo del regime austriaco sotto l'imperatore Leopoldo II. All'età di 9 anni, proprio mentre il Granducato toscano si unificava al Regno di Sardegna (1860), il giovanissimo Pietro si dedicò con talento allo studio del violino, ed iniziò ben presto ad esibirsi in formazioni cameristiche.

Con la musica, passato il primo periodo della giovinezza, si diplomò in violino e cominciò ad avere molte opportunità di esibirsi in altre città italiane quali Roma, Genova, Parma e Bologna. Conobbe così, alla fine degli anni '70 dell'Ottocento, Clotilde Cattani, di origini bolognesi, che divenne sua sposa, e che nel 1888 lo rese padre di Roberto.

Oltre alla passione artistica, con le quali esprimeva ottime doti di musicista, aveva una particolare attenzione verso la lingua d'oltralpe. Infatti era molto facile trovare nella sua casa libri di scrittori francesi, avendo egli stesso studiato con profitto la lingua "cugina", che parlava fluentemente.

Professore di violino, è stato "primo violino" nelle fila dell'orchestra del concittadino maestro e compositore Pietro Mascagni, con il quale debuttò nell'agosto 1890 a Livorno in Cavalleria Rusticana al Regio Teatro Carlo Goldoni (ancora oggi attivo nella Piazza omonima, dopo il lungo restauro restauro conclusosi nel 2004).

Ne è seguita quindi una proficua carriera durante la quale, il maestro Pietro Napoli, ha sempre conservato l'amore per la sua città e per i teatri, che sono stati il fulcro delle proprie attività artistiche, e non solo.

Uomo tenace e volenteroso, fondò in proprio nel 1895 la Casa Musicale Pietro Napoli a Livorno, che ebbe la prima sede nella centralissima Via Cairoli (al numero civico 9 di allora), nelle adiacenze di Piazza Cavour, negli stessi locali che furono poi del Banco di Roma ed attualmente della catena di negozi Tiger. successivamente nel 1908 proprio a fianco, aprì  i battenti il famoso e storico Caffè Bardi, ritrovo di artisti e intellettuali dell'epoca).

negozio pietro napoli 1895

 

 

 

 

caffè bardi

 

   

Iniziò così, nel negozio, oltre al commercio di pianoforti e strumenti musicali, e ai grammofoni, una interessante attività di fulcro e centro di scambio culturale per la musica e l'arte in genere con attenzione verso le edizioni e produzioni musicali italiane ed estere, rivolgendo lo sguardo anche alle nuove produzioni artistiche che nascevano in città.

Teneva i baffoni alla “Cecco-Beppe” che ne amplificavano il tono di uomo sicuro, gentile e saggio. Era dotato di grande carisma e quando poteva amava girare in carrozza.

Rappresentò, come poi i suoi diretti successori, una classe imprenditoriale importante per lo sviluppo e le relazioni di Livorno con città, regioni e nazioni europee.

primo negozio

 

 

 

 

 

 

 

sala pianoforti Alla scomparsa del "Sor Pietro", come benevolmente veniva chiamato, succedette al timone aziendale il figlio Roberto Napoli (1888-1955) che già aveva iniziato a lavorare in seno alla azienda familiare.

.

.

.

.

. roberto napoli sr

Coadiuvato dalla moglie Giacomina Marinoni (Cremona 1903 - Livorno 1979), valente pianista, diplomatasi al Conservatorio Santa Cecilia di Roma, Roberto intraprese importanti relazioni con il resto dell'Europa, specialmente con Germania e Inghilterra, e nel 1928 aprì una succursale anche a Pisa. Fu nominato Commendatore del lavoro.

Affiancò numerose iniziative culturali per la Città di Livorno e nel settore imprenditoriale divenne concessionario dei pianoforti Steinway & sons ed esclusivista dei pianoforti C. Bechstein.

 Anch'egli era un amante della cultura europea e studiò a fondo la lingua inglese e tedesca anche per ragioni commerciali.

Nei locali del negozio, trasferito in Via Vittorio Emanuele (la attuale Via Grande) sempre a Livorno, fu creata, al primo piano, la "Sala Concerti", dove i più famosi pianisti si esibivano su un Gran Coda Steinway & sons di Amburgo o su un Gran Coda C. Bechstein di Berlino).

Grazie anche al turismo portuale, e di richiamo termale e balneare, della città livornese negli anni '30-'40, da "Pietro Napoli" si era creato a Livorno un polo di interscambio culturale e di discussione sulla musica, sui suoi generi, sulle nuove realtà. Molti artisti avevano la abitudine di recarsi dal Comm. Roberto e dalla Sig.ra Giacomina per proporre progetti ed idee, anche innovative, in ambito musicale e culturale. Una sede di incontri era anche il Grand Hotel Palazzo situato sul Viale Italia, meraviglioso lungomare labronico, di fronte alla rinomata Terrazza Mascagni, dove i Napoli organizzavano sovente anche concerti classici e soirèè di intrattenimento.

Insieme ad amici e familiari, fu realizzata una nuova sala espositiva dei pianoforti in Piazza Cavour dove oggi sorgono i locali del Banco di Sardegna. Succssivamente l'azienda si trasferì in Via Vittorio Emanuele, la attuale Via Grande.

Roberto ed il figlio Gianfranco (1925 - 2012) inaugurarono proprio in Via Grande il primo jazz club toscano (alcuni dicono italiano) e per numerosi anni, questa magnifica "sala", con soffitti e lampadari d'epoca  è stata luogo di incontri e di spettacolo con i più rinomati musicisti internazionali e virtuosi ed appassionati ascoltatori italiani e stranieri.

Purtroppo però i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e le conseguenti ingenti perdite sia delle strutture immobiliari, sia delle merci, costituirono un bilancio pesantissimo per la famiglia Napoli; in pratica fu tutto distrutto. La famiglia fu costretta a “sfollare” a Castelfranco di Sotto, in provincia di Pisa, e proprio lì, durante una perquisizione dei soldati tedeschi SS il fluente tedesco di Roberto Napoli salvò la vita a tutti, in particolar modo al figlio Gianfranco, che le truppe volevano “portare” con loro.... Inoltre il poco materiale recuperato era stato depositato un po' ovunque, perfino ad Astracaccio in Provincia di Lucca.

Per mantenere i rapporti e le attività commerciali Gianfranco Napoli, come molti altri giovani in quel periodo, si spostava quasi quotidianamente in bicicletta da Castelfranco a Livorno e viceversa. Dopo la Seconda Guerra la sede della azienda fu spostata nei locali di Corso Amedeo, nella palazzina dove si trasferì la famiglia. Ben presto questa soluzione provvisoria si rese insufficiente e, con grande sforzo economico ed indebitamento bancario, fu deciso di acquistare la palazzina attigua, che era stata di prorietà del Partito Comunista, per ampliare i locali di vendita.

Tra l'altro dopo la fine della guerra gli alleati americani avevano "occupato" la città con i loro clubs un pò ovunque dove era possibile utilizzare capienti sale per ballare. In diverse di queste sale il giovane Gianfranco si esibiva, per sbarcare il lunario, alla fisarmonica con il suo gruppo jazz per far ballare a tempo di swing e fox-trot i militari americani.

Nel frattempo di giorno,gianfranco napoli 1960 appena laureatosi all'Università di Pisa, ricostruiva con i congiunti, passo dopo passo, l'importante impresa familiare.

Successivamente fu per lunghi anni promotore e membro del consiglio della A.R.C. (Associazioni Riunite Concerti) insieme a valenti personaggi del mondo imprenditoriale del tempo (si ricordano tra gli altri il valente Arch. Valter Martigli ed il Dott. Enrico Galletta, commercialista).

Grazie a queste collaborazioni è stato possibile, negli anni sessanta/settanta del novecento, far esibire nella città di Livorno musicisti ed orchestre mondiali, nonché i migliori pianisti, del panorama internazionale di musica classica.

 Numerosi concerti ancora si ricordano nel prestigioso Teatro La Gran Guardia della famiglia Lippi-Marinari (oggi in parte ceduto alla catena commerciale di abbigliamento H&M ed in parte attivo con due sale cinema), dove troneggiava ancora una volta un bellissimo pianoforte Gran Coda Steinway & Sons nero lucido, fornito dalla Casa Musicale Pietro Napoli, che abitualmente i pianisti adoravano firmare sul telaio a dimostrazione del loro gradimento.

Oltre alla vocazione artistico-musicale, fu rivalorizzato il temperamento commerciale della famiglia e la direzione del Dott. Gianfranco Napoli, dopo la perdita del Comm. Roberto, a seguito di male indomabile (1955), con il supporto della moglie, la triestina Nives Renzi e l'instancabile mamma Giacomina, la portò ad essere primaria importatrice di strumenti musicali da tutto il mondo e grande negozio di riferimento a livello italiano.

Nel 1961, con un mutuo fondiario, fu dato luogo alla costruzione del palazzo di Corso Amedeo 34 lato Piazza Attias, praticamente demolendo le due palazzine adiacenti e ricostruendo nella stessa area il grande palazzo di otto piani che divenne la grande sede dell' azienda “Pietro Napoli”.

Fu la prima azienda italiana ad importare le mitiche chitarre Fender e gli amplificatori Fender e Jordan dagli Stati Uniti, così come le chitarre elettriche Gibson, la chitarre acustiche Guild e, dal Giappone, i pianoforti Yamaha e Kawai, senza trascurare la liuteria ed i pianoforti della Germania e dai paesi dell'Est Europa, e la commercializzaione dei prodotti delle rinomate le fabbriche italiane quali Farfisa, Paolo Soprani, Schulze & Pollmann, Eko, Semprini, Grassi, Rampone & Cazzani, etc... 

sede anni 60Subito dopo, con il boom economico e la "rinascita italiana", fu dedicata maggiore attenzione anche al settore TV, Elettrodomestici, ed al settore Dischi (settore che ebbe un grandissimo impulso, dove si potevano trovare dischi italiani e di importazione, dalla musica classica e lirica al jazz, alla leggera, etc..) con etichette prestigiose come Deutsche Grammophone, Pathè, Rca, Ricordi, etc..

Un capitolo a parte è da dedicare alla Dischi Gamma, etichetta di famiglia, con la quale venivano stampati i dischi 45 giri della tradizione vernacolare labronica con Beppe Orlandi quale indimenticato interprete.

"Radar" era il laboratorio aziendale per la riparazione dei televisori, delle radio e dei giradischi ed era situata in Via Mayer, dove sorgeva la Caserma Rimediotti, a lato del Teatro Goldoni. La Ditta Napoli in quegli anni commercializzava i televisori Radio Bell ed i prodotti della Admiral,  Grundig,  Philips, Phonola etc..  

 La Ditta in seguito divenne prima distributrice nazionale dei Juke Box Wurlitzer, azienda americana di grido e poi divenne “assemblatrice” per la Wurlitzer (chi non si ricorda la monetina da inserire nel juke-box per selezionare il disco da ascoltare!...un vero "rito").

 La fabbrica di organi elettronici Farfisa di Ancona concedette alla azienda la rappresentanza escluisiva per Toscana ed Umbria.

Negli anni '70 la azienda fu  selezionata quale punto di giuria per il Festival di Sanremo, con tanto di notaio ed una "parete" di televisori accesi per i giurati nel negozio.

Fu anche prescelta da Radio MonteCarlo per la storia che si tramandava dal 1895 con interviste al titolare Gianfranco e la "mitica signora Giacomina" 

Fu aperto dal Dott.Napoli, il Centro Musicale del Tirreno in Piazza della Repubblica, angolo Via Giovannetti-Scali Bettarini, dopo aver rilevato i locali della Casa musicale Micaelli, dove furono costruite due sale di registrazione dotate della macchina per la produzione della matrice dei dischi a 45 giri, che venivano poi stampati a Milano.

Con il boom degli elettrodomestici, Gianfranco Napoli ebbe anche  l'intuito di creare, insieme ad un gruppo di soci, una fabbrica di apparecchi domestici, la Notomat, con sede in Via Magri a Livorno, che purtroppo fu chiusa dopo pochi anni con l'avvento della troppa concorrenza e dei discount, ma fu geniale promotore dei gruppi d'acquisto, oggi molto in voga, costituendo la LTD, Lega Toscana Distributori (in pratica un pool di aziende che collaboravano per gli acquisti diretti in gruppo dalle fabbriche per il commercio al dettaglio).

 Da notare la sinergia che l'azienda aveva instaurato con i propri dipendenti che, onore al merito, assicuravano il miglior servizio ai clienti; fulcro particolare era l'accordatore di pianoforti Andrea Aterini, idolo di tutti i pianisti ed in primis della famiglia Napoli, mago della tecnica della accordatura, intonazione e della meccanica, che purtroppo è prematuramente scomparso. Andrea Aterini era figlio di Bruno Fagioli falegname e lucidatore fiorentino che Roberto Napoli sr. volle con sé in azienda per le sue fantastiche doti artigiane.

Le Famiglie Aterini-Fagioli e Napoli sono state molto legate nei vari settori aziendali, dal laboratorio tecnico alla amministrazione contabile con le diverse figure. Ma non da meno erano anche i valenti ed affezionati collaboratori commerciali dei punti vendita (negli anni si ricordano il "direttore" Albanesi, icona dell'aplomb di vecchio stampo, il generoso Ercolino D'Ercole, colonna del settore musicale e più recentemente il Maestro Giorgio Dari, insostituibile fulcro della musica livornese. Ed ancora la sig.ra Sofia Anderbegani, del settore amministrazione, Wanda Mela, Giovanna Rampo, e tutta la famiglia Marcaccini con Piero, Sandro ed il genero Beppe, che curavano il settore trasporti, sostituiti poi dal "Bizzi" (Piero) e Carlo Alberto Calderoni e "Sannino", fino ai giorni nostri con Claudio e  "Claudione". Anche il settore elettronico aveva validissimi tecnici, dal “Sig. Gritta” a “Roberto” e l'affezionatissimo Alberto Dezzi, particolarmente vicino alla famiglia Napoli. Il magazzino era curato da “Attilio” e si ricorda alla cassa la “sig.rina Pina” e la “Leda”, ai dischi Liliana Masoni, Evangelina, Tamara sotto la “severa” direzione della sig.ra Giacomina.  I collaboratori da ricordare sarebbero moltissimi...

Alla fine degli anni settanta, dopo la scomparsa di Giacomina Napoli (1979) e del terribile incidente stradale, nello stesso anno, che ha portato via la vita della giovane figlia Raffaella, terzogenita di Gianfranco e Nives, sono entrati in azienda anche i figli di Gianfranco, Renato e Roberto. Il funesto periodo di lutto tuttora vivo nel ricordo di moltissimi parenti ed amici, ha sicuramente messo a dura prova la storica famiglia labronica.

A cavallo degli anni settenata- ottanta la “Pietro Napoli” è stata promotrice ed organizzatrice di ben 12 edizioni del concorso nazionale "Trofeo Musicale Nazionale Pietro Napoli" riservato a pianisti, chitarristi, fisarmonicisti, violinisti ed organisti provenienti da tutta la penisola, le cui varie fasi finali si sono svolte al Grand Hotel Palazzo e al Teatro Goldoni di Livorno..

Negli anni novanta, a riconoscimento della importante attività svolta nel campo musicale e culturale, il Gianfranco Napoli fu eletto presidente della Corale Pietro Mascagni, succedendo a Mario Bartoli.. Oggi la Corale è presieduta dal baritono Paolo Morelli

 vetrina TV     negozio interno

Nel periodo intorno agli anni '82-'83 l'azienda, grazie anche alla energia di Renato e Roberto, si espanse oltre i confini nazionali ed europei con relazioni di import-export nel settore musicale, divenendo distributrice in Italia di marchi leader da tutto il mondo ed esportatrice allo stesso tempo di prodotti italiani. E le partecipazioni alla Fiera internazionale di Milano e al Muiskmesse di Francoforte furono mantenute con grande risposta ed entusiasmo.

Le amicizie dirette di Gianfranco Napoli con musicisti come Renato Sellani, Renato Carosone, Armando Trovaioli, Fred Bongusto e numerosi jazzisti statunitensi,nonchè del "patron" Sergio Bernardini del famoso locale "La Bussola" di Focette (una sorta di tempio della musica internazionale in Versilia dagli anni settanta in poi), hanno certo contribuito a promuovere le relazioni di interscambio culturale tra Livorno e le altre città.

Il secondogenito di Gianfranco, Roberto Napoli, (classe 1958 - che porta il nome del nonno) ha seguito gli studi musicali e economici e a metà degli anni settanta ha avuto un periodo di attività con ensemble e gruppi musicali vari in qualità di pianista e tastierista. La sua passione per la musica e per i servizi da dedicare alla musica, allo spettacolo ed alla cultura, unitamente alla preparazione economico-commerciale, lo hanno portato ad essere uno dei più attivi imprenditori del settore nella città di Livorno.

Nel 1985 per i festeggiamenti del 90mo anniversario della ditta, fu organizzata una setata spettacolare presso il teatro la Goldonetta con diretta TV e ampio spazio ai talenti musicali emergenti, tra i quali si ricordano il giovane saxofonista Dimitri Grechi Espionosa,il drummer Valerio D'Aleio del gruppo i Modì, ed il cantante chitarrista Alessio Colombini che due anni prima aveva partecipato al Festival di Sanremo.

Ospite della grande serata, presentata da Claudio Sottili di Radio Monte Carlo, fu il mitico Tony Dallara che ripropose una versione originale del brano Ghiaccio Bollente e la famosissima Diana.

Per l'occasione fu presentato il pianoforte Anniversary 90 elaborato ed assemblato nei laboratori della Ditta Pietro Napoli. 

Dopo l'introduzione delle moderne tecniche di supporto al canto e metodologie ad esso collegate, allo scopo di tenere vivi i valori culturali, la famiglia ha fondato nel centenario (1995) della Casa Musicale, la Associazione Culturale Pietro Napoli (in omaggio al bisnonno Pietro), e, con la collaborazione anche di molti insegnanti, musicisti, studiosi, letterati, danzatori, educatrici etc.., ha sviluppato una interessante attività rivolta allo studio ed alla proposizione di varie materie artistiche quali canto, musica, poesia e cabaret, nonché alla diffusione delle stesse.

Tra le altre attività la Associazione Pietro Napoli è promotrice, dai primi anni duemila, del Premio Nazionale Golden Disc, Festival di Livorno, riservato a interpreti e cantautori di musica leggera (cfr. http://www.goldendisc.it/) che ha visto in molte edizioni come palcoscenico finale il prestigioso Teatro Goldoni, alla presenza di giornalisti e TV.

Dal 2007,, si è fatta promotrice del Premio Letterario Nazionale di Poesia e Racconto Breve Città di Livorno (del quale è possibile scaricare il bando e regolamento nella pagina dedicata di questo sito) riscuotendo un grande consenso da parte degli addetti ai lavori e ottenendo il Patrocinio della Regione Toscana, della Provincia di Livorno e del Comune di Livorno.

Non è mai mancata la attenzione verso i giovanissimi ( Festa di Primavera) e verso i  gruppi musicali e la musica pop-rock , per questi ultimi la azienda ha organizzato periodicamente il festival nazionale per gruppi musicali emergenti Livorno Rock.

Oggi la azienda continua la tradizione e l'organizzazione capillare con Renato Napoli (Livorno, 1952) che si occupa del commercio al dettaglio e Roberto Napoli che segue tutte le altre la attività compreso il noleggio pianoforti ed i service di sistemi audio, luci e video. Inoltre con Roberto Napoli (che ricalca il carattere imprenditoriale ed i valori morali del bisnonno Pietro Napoli)  l'azienda è particolarmente attiva nella organizzazione e promozione di importanti eventi e concerti jazz.